Mario Musella è nato a Napoli il 1 aprile 1945, la madre era napoletana ed il padre soldato americano pellerossa. Inizia la sua attività musicale nei primi anni '60, con l'amico inseparabile James Senese (anche lui "figlio della guerra") formano fra Terzigno ed Aversa gruppi musicali quali "Gigi e i suoi Aster", e "Vito Russo e i 4 Conny", per poi fondare nel 1966 con lo stesso James Senese, Franco Del Prete, Luciano Maglioccola, Elio D'Anna e Giuseppe Botta gli Showmen, gruppo che, seppur di breve vita (fine anni '60 fino al 1970), segnerà la storia della musica italiana.

Gli Showmen produrranno canzoni come "Un'ora sola ti vorrei", "Gloria, ricchezza e te", "Sto cercando", "Mi sei entrata nel cuore", "Marzo/Catarì" (di Salvatore Di Giacomo), "Tu sei bella come sei", "Non si può leggere nel cuore".

Nel 1970 il gruppo si scioglie, gli altri elementi continueranno la loro esperienza con nuovi gruppi, mentre Musella continuerà come solista: "Io l'amo di più", "Storia d'amore", "Come pioveva" (Armando Gill), "La notte sogno ancora te", "Primavera", "Verso le nove di sera", "Domani tra un anno chissà", i suoi grandi successi.

Quella di Musella è stata una delle più importanti voci della musica leggera italiana.[senza fonte] Claudio Baglioni dichiarò che "la voce di Mario scuoteva, ammaliava, entrava dentro, forse la più bella in assoluto con quella di Demetrio Sratos...". La sua voce era una voce particolarissima, una misticanza di matrice soul, blues and rhytm&blues, "una voce straordinaria, unica. La sua nota più bassa aveva gli stessi armonici della più alta..." diceva di lui James Senese.
La cirrosi epatica lo ha portato via a soli 34 anni, nel 1979.
Nel 1980 Pino Daniele dedica a lui il suo terzo lavoro discografico "
Nero a metà", ed Enzo Avitabile il brano "Dolce Sweet M" contenuto nel suo primo long playing "Avitabile" nel 1982.