L’UOMO DI DIO

...Nell'aria ci sono suoni, musica e canzoni...se accendiamo la Radio ci rendiamo conto che con gli strumenti giusti possiamo sentire quello che All'Apparenza non esiste....-


Tempo fa non credevo in Dio....o meglio....credevo che noi stessi fossimo dio visto che tutto quello che succede dipende da noi stessi...difficile quindi non credere in noi stessi e non incoronarci come il principale protagonista degli accadimenti generali....poi in un momento imprecisato, che non saprei definire con altre parole se non "improvvisamente" incontrai un uomo che parlava una lingua che non mi pareva vera, e che quindi non stavo nemmeno ad ascoltare.

Quest'uomo, energico e con gli occhi come libri, pieni di storia e di invenzione, non insisteva e non cercava di convincermi che Dio esiste ma mi lasciava tranquillo sulle mie posizioni, capendole, pronto a dialogare e a darmi ragione. condendo i suoi "hai ragione" di concetti che però, dopo mi accorsi, si avvicinavano più al suo modo di pensare che al mio...

Sta di fatto che ogni volta che incontravo quell'uomo con la voce profonda e tranquilla venivo rapito dalle sue storie.

Un giorno, era pomeriggio, ed ero in casa di mia nonna, con quell'odore che si sente solo in casa della nonna, di pranzo e di panni puliti...un giorno lo andai a trovare dove riposava, nella stanzina.

In casa di mia nonna c'era una stanzina dove soleva dormire prima che se ne andasse per sempre colei che mi diede il nome...donna di strabiliante fortezza di nome LEA (Leonessa) e di insospettabile saggezza....dopo che se ne andò per sempre non senza il rammarico di tutti, la stanzina divenne il luogo in cui chi voleva trovare pace e riposo, si andava a distendere o a sedere tra i libri dai titoli strani che soleva leggere lei, la donnadistraordinariafortezza/saggezza.

Nella stanzia l'uomodidio mi parlò non di Dio, non cerco di convincermi della sua esistenza bensì parlò d'altro, senza entrare nel merito della discussione su temi divini; a me la cosa innervosiva perchè mi pareva di perdere tempo. Avevo un Prete a disposizione, un uomo che a mio giudizio conosceva Dio (se dio non esisteva come faceva a conoscerlo)...dovevo approfittarne per fargli capire che si stava sbagliando.

Ricordo ancora che era seduto sul letto della stanzina, lo sguardo sereno senza preoccupazioni di noi normali,

la voce era profonda e faceva profumo di barba appena fatta; gli dissi che era inutile girare attorno all'argomento e che Dio non esisteva....Mi guardo molto tranquillo come era solito essere e tirò fuori un libro antichissimo che non era la bibbia, ma un diario, il suo diario che dall'alto dei miei pochi anni mi sembrava volume proveniente dal passato.

Il libro era scritto a mano, le righe erano fittissime e profumava di pelle curata e di pagine fatte comeunavolta con la carta buona; di tanto in tanto tra le pagine ammiccavano fiorellini secchi, viole, piccoli pezzetti di stoffa, ed ogni paragrafo era preceduto da una data e da un titolo.

Me lo lasciò tra le mani; ricordo che era pesantissimo.

L'uomo di dio usci dalla stanza, lasciandomi solo con il libro; ne percepivo la forza e la carica del tempo, le pagine leggermente increspate per aver visto tanto e fatta tanta tantissima strada odoravano di altri posti, gli odori avevano sfumature che non riuscivo a concepire....il libro si aprì su un brano intitolato "Vocazione"....la grafia non era distesa, era disturbata; le frasi non avevano punteggiatura e di tanto in tanto l'inchiostro era sparito lasciando spazio a macchie circolari di acqua che negli anni era ingiallita in aloni di colore scuro.

il brano era sofferente, breve, poche righe e terminava con la frase "Io Ti amo e ti conosco.."

da quel momento in poi i miei dubbi si acuirono e divenni sempre più desideroso di avere risposte complete e soprattutto credibili....

dove va un uomo se deve capire se dio esiste o no?...in chiesa credo, infatti andai in chiesa, ma non nella chiesa del prete uomodidio, perchè era troppo di parte quel prete, quindi andai nella chiesa più grande che era presente nella mia città, il Duomo.

di certo, pensai, questa è la chiesa più grande che c'è qui intorno, il prete che la gestisce sarà anche il più esperto in fatto di Dio e quantaltro....

entrai e tutto il mio entusiasmo svanì; se pensavo che avrei potuto parlare di dio semplicemente a tu per tu con il prete che lavorava in quella chiesa, mi sbaglia di brutto. Mi venne incontro un omino tutto storto vestito in grembiule nero con bordo rosso e mi chiese perchè mi dirigevo verso la sagrestia...Ho bisogno del prete per parlare di dio, mi han detto che qui c'è il vescovo....

l'omuncolo che da tutta la vita doveva fare quel lavoro (lavoro!?) mi disse che per incontrare sua eminenza dovevo prendere un appuntamento.

io non devo incontrare sua eminenza ma il vescovo....non andare da un dottore...un appuntamento?? ma io devo parlare di dio, i preti parlano di dio con tutti, l'uomo di dio che conosco io parla di dio quando glielo chiedo e se non voglio non lo fa...l'omuncolo mi ignorò, sentendosi punto nel vivo e mi mostrò l'uscita intimandomi di andarmene perchè disturbavo i santi e il signore....effettivamente le statue dei cardinali e i putti di stucco avevano una espressione molto disturbata....me ne andai e non mi rimase altro che andare a trovare l'uomodidio laddove si trovava, in una piccola casetta con campanile, solcata da crepe e da muffe, e che profumava di prosciutto misto a incenso....presi e partii senza avvisarlo, senza bisogno di appuntamento....lasciata alle spalle la città arrivavi dopo qualche ora alla casetta dell'uomodidio...bussai e luomodidio mi aprì senza indugi, mi fece accomodare e felicemente mi accolse dentro alla sua casa, offrendomi qualsiasi cosa avrei voluto.

Gli odori erano quelli della mia infanzia, e sullo stipite della porta c'era ancora scritto con grafia tremolante il mio nome a fianco di un segnetto che ne constatava l'altezza ed il passare del tempo...ogni volta che entravo in quel salone lo fissavo incredulo di quanto tempo e quanti centimetri fossero passati...e quante magnifiche giornate risuonavano ancora in quella magnifica stanza, ma cambiata al passaggio delle generazioni...

VORREI PARLARE DI DIO.....HO UN DUBBIO...NON SO SE CREDERE SE ESISTE...MI PARE IMPROBABILE....

- la differenza di credere ed avere fede è sottile e si sorregge su piccole sfumature...credere apre le possibilità ai sistemi complessi delle probabilità...credere è dire....credo che sia ma potrebbe essere una suggesione soggettiva.....avere fede è rendere impermeabile ciò in cui si crede...escludere ogni probabilità...

andai via dalla casa dell'uomodidio sconvolto dalla convinzione che dio esiste....forte del fatto che il principale testimone di questa realtà era colui che avevo appena lasciato alle mie spalle...avevo altre tantissime domande da fargli...come è dio, che aspetto ha, che carattere ha....ma tanto potevo tornare quando volevo...l'uomo di dio sarebbe sempre stato là....


da allora è passato molto tempo, sono passati tanti anni ed io ho vissuto la mia vita senza credere in dio, o meglio con la consapevolezzo che esiste ma senza dare a vedere di crederci troppo....un po' quando si sa e si spera di essere promossi ma a tutti si dice che sicuramente questanno tocca a me...insomma....senza credere in dio ma con la atroce consapevolezza della sua presenza...(?)

SOno passati tanti anni e l'uomodidio sta male...ma non molla...e comunque se anche dovesse addormentarsi...ho la consapevolezza che Dio sarà felice di offrirgli la sua casa, dove anche lì ci sarà un segnetto con a fianco il nome dell'uomodidio che scandisce il tempo e le generazioni....

il viaggio va avanti anche se spesso abbiamo la netta percezione di essere fermi...spesso quello che crediamo non è quello in cui abbiamo fede...

CLANDESTINI IN UN VIAGGIO SENZA SENSI -viaggio fotografico tra presente e presente

                                                                                              REPERTORIO FOTOGRAFICO